lunedì 21 dicembre 2015

All I want for Christmas is you


Bella si frequenta sia con Edward che con Jacob e un giorno se li ritrova tutti e due al suo posto di lavoro con dei regali di Natale. Chi sceglierà?




Bella

‹‹Bene ragazzi, ricordatevi di ripassare storia durante le vacanze e fate i bravi.›› dico dolcemente verso i miei piccoli bimbi.
‹‹Va bene, professoressa Swan!›› dicono in coro.
Che dolci!
Non sono dolcissimi?
Gli sorrido e poggio il gessetto sulla cattedra.
‹‹Ora potete andare.››
Chiudo il registro di classe sospirando, finalmente ecco arrivate le tante aspirate Vacanze di Natale.
Adoro questa festa. Mi piace addobbare la casa con l’albero, le luci, decorare la porta d’ingresso con i babbi natali di pezza e ascoltare musica natalizia mentre cucino dolci tipicamente mangiati a Natale.
Mi chino per prendere la borsa e con la coda dell’occhio vedo Jacob.
È sul ciglio della porta, con le mani incrociate al petto e lo sguardo fisso su di me. Sorridente com’è suo solito essere.
Chissà cosa vuole…mhmm strano perché io non gli avevo chiesto di venire a scuola. Forse invitarmi da qualche parte?
Arrossisco a quel pensiero, sposto una ciocca di capelli dietro l’orecchio e accenno un sorriso.
Mi sento leggermente in imbarazzo. È sempre così quando un ragazzo ha gli occhi puntati su di me: divento impacciata, timida e inizio a balbettare.
‹‹Oh, scusate piccoli.›› esclama dolcemente, facendo passare i bambini.
I suoi occhi continuano a guardarmi dolcemente, mettendomi sempre di più in imbarazzo. Cavoli…mhmm che situazione.
Fingendo che lui non ci sia sistemo la cattedra; metto dentro l’astuccio i gessetti – che poi ripongo dentro al cassetto – sistemo i fogli, aggiusto il barattolo contenente i pennarelli e in ultimo controllo il registro di classe.
‹‹Disturbo?››
‹‹No prego, entra Jake.›› dico timidamente, alzando leggermente lo sguardo.
Le sue labbra mi attirano subito, ma devo contenere la mia voglia improvvisa di baciarlo. Sono sicura che lui si lascerebbe andare all’istante, magari spingerebbe per fare anche altro solo che io non mi sento ancora pronta.
Mordicchio il labbro cercando di scacciar via quel pensiero così costante e torno a controllare il registro di classe.
Ho bisogno di distrarmi.
‹‹La professoressa Swan si offende se le faccio una proposta?›› chiede dolcemente, sedendosi sopra un banco.
‹‹Dipende dalla proposta, comunque dimmi.››
Sono curiosa.
Mhmm si però così vuole provocarmi…doveva sedersi proprio sopra un banco? Cavoli se continua io non gli resisto, mando al diavolo i miei principi e me lo prendo seduta stante.
‹‹Ti andrebbe di passare il Natale con me e la mia famiglia? Ci saranno anche alcuni miei amici.››
Le sue parole mi spiazzano.
Oh, ehm…chi glielo dice che Edward mi ha proposto la stessa identica cosa? Zio Billy! Mi sono messa proprio in un bel casino.
Schiarisco la voce.
‹‹Non lo so…vedi mio padre ogni anno rompe perché vada a casa sua e mia madre fa la stessa cosa.›› farfuglio anche piuttosto imbarazzata.
‹‹Ah!››
Tipica risposta di chi è stato messo in difficoltà.
Uffa io non volevo che succedesse tutto questo casino, solo che quando Edward mi ha fatto quella proposta – cioè di passare il Natale con la sua famiglia – non ho saputo resistergli e felice gli ho detto di sì.
Adesso mi sento in colpa.
‹‹Però posso provare a convincere entrambi che per questo Natale vorrei stare con la mia amica Angela.››
Cerco di rimediare.
Mhmmm si però quant’è carino…e quel suo sorriso?
O mamma santa, che cosa sto pensando?
Bella svegliati hai combinato un bel casino con due ragazzi e devi cercare di uscirne fuori il prima possibile.
‹‹C-r-credevo volessi dirgli di me.›› sussurra timidamente.
E ti pareva che non creavo un altro problema.
No ma dico…non sono capace di stare zitta ogni tanto?
‹‹No cioè, sì è che vedi mio padre è un tipo molto all’antica e comincerebbe a riempirmi di domande e…››
‹‹E tu non vuoi.››
‹‹Sì cioè…›› scuoto il capo. ‹‹Scusa.›› mormoro e abbasso timidamente lo sguardo.
Jake deve capire che per me non è facile; sono uscita da una storia molto complicata, con un ragazzo molto geloso e possessivo. Michele era arrivato al punto di non farmi neanche più vedere con la mia famiglia e i miei amici storici. Non siamo mai arrivati alle mani ma c’è mancato poco che succedesse.
Io mi sento ancora molto fragile, una parte di me ha paura che possa succedere nuovamente mentre l’altra parte non sa chi scegliere fra lui e Edward.
Due ragazzi molto belli, diversi caratterialmente, dolci e molto premurosi.
Jacob, come Edward, non sa quasi niente della mia precedente relazione perché non è facile per me parlarne.
‹‹No scusami tu Bella. Forse sto affrettando le cose.›› farfuglia abbassando timidamente lo sguardo.
‹‹Jacob devi capire che nel mio passato c’è una ferita che mi fa ancora male e finché non sarà andata via del tutto, io non posso prometterti nulla.›› sussurro.
‹‹Posso aspettarti.›› mormora dolcemente, guardandomi dritto negli occhi.
Il punto è che io non voglio.
C’è anche Edward nella mia vita.
‹‹Fin quando? Arriverà un momento che tu ti stuferai e troverai un’altra.››
‹‹No Bella, io amo solo te, voglio solo te; non devi neppure pensarla una cosa del genere.›› sussurra dolcemente, cercando il mio sguardo.
Amore? Siamo già arrivati al punto di definirci innamorati?
Mordicchio il labbro spostando una ciocca di capelli dietro la nuca e arrossisco. Mi hanno messo molto in imbarazzo le sue parole.
‹‹I-io…io…io non so che cosa dire.›› balbetto.
‹‹Nulla, non devi dire nulla.››
‹‹Ma…››
‹‹Dammi una possibilità, lasciami dimostrare che posso essere un buon fidanzato.›› sussurra.
‹‹Jake i…››
Si avvicina sempre di più al mio volto e mi serra le labbra con il pollice della sua mano. Che cosa stiamo facendo? Che cosa sto facendo? Prima di conoscere lui, di uscire con lui, mi stavo sentendo con Edward e andava tutto bene – o almeno così credevo io.
Cerca di baciarmi ma lo scanso dolcemente.
Eravamo felici, Edward ed io, fin quando un giorno è successo l’irreparabile. Non è stata colpa sua; lui voleva solamente che il nostro rapporto diventasse qualcosa di molto più serio e consolidato.
Abbiamo litigato più volte a causa di questo, soprattutto quando io insistevo sul fatto che andare a convivere insieme da un giorno all’altro era troppo presto; ammetto che molto spesso gli ho affibbiato colpe inesistenti e ho lasciato che il passato tornasse a tormentarmi come sto facendo adesso: sto lasciando che Michele e la sua gelosia torni a darmi fastidio. È come se ci fosse qualcosa dentro di me che mi bloccasse.
Una parte di me vorrebbe baciarlo, ma l’altra parte di me non vuole…m i sta bloccando.
Neanche a farlo apposta, mi squilla il telefonino.
‹‹Scusa, devo rispondere.››
‹‹Bella che cosa ho fatto di male?›› domanda con gli occhi colmi di tristezza.
Il mio cellulare continua a suonare.
‹‹Non ho detto questo.››
‹‹Ci frequentiamo da quasi un mese, ma tu non mi hai mai concesso un bacio; non sono neanche saluto da te per un caffè.››
Tiro fuori il cellulare e lo spengo.
‹‹Vuoi forse dire che avresti voluto portarmi a letto al nostro primo appuntamento?›› esordisco seria, passandomi una mano tra i capelli.
Non incolpare sempre i ragazzi con cui esci.
Lui non è Michele, ma Jacob.
‹‹Che cosa?›› esclama allibito.
‹‹Dimmelo tu, io non capisco.›› borbotto.
‹‹Cosa dovrei dirti scusa? Non è un mio problema se tu non vuoi avere una relazione con me, però almeno potevi essere chiara fin da subito e non darmi delle false speranze.››
‹‹Io non ti ho mai illuso che fra noi le cose sarebbero andate bene.›› dico dolcemente.
‹‹E tutte quei messaggi su Whattup? Le chiamate che mi facevi alle due di notte piangendo disperata? Tutte le cose che ci siamo detti? Quelle non contano niente per te?›› dice alzando il tono di voce
‹‹Non dire così, ti prego.›› lo supplico sussultando.
‹‹Tu mi hai solamente usato Bella, e ora che non ti servo più, mi stai scaricando. È questa la verità.››
Rimango impietrita difronte alla sua affermazione.
L’ha detto per davvero?
Quindi anch’io per lui sono stata solamente un passatempo, e il suo obiettivo era di scoparmi senza andare oltre.
Che gran bastardo!
Lo guardo dritto negli occhi. Sono incazzata, furiosa. La mia testa mi dice solo una cosa: vai da Edward e sistema le cose perché Jacob non ti merita.
‹‹Non puoi pensarlo veramente.›› balbetto.
‹‹Ho forse altre alternative?››
‹‹Jake se volevi lasciarmi o se per te la nostra frequentazione non era nulla di serio, potevi anche smetterla di sentirmi.››
‹‹Perché, mi stai dicendo che invece per te lo era?›› scuote il capo incredulo.
‹‹F-of-forse, ma devi sapere una cosa.›› mormoro timidamente, abbassando lo sguardo.
Non posso più continuare a nascondergli che prima di lui mi sentivo con Edward, con il quale mi sto continuando a sentire tuttora.
Devo assumermi le mie responsabilità una buona volta per tutte.
Lo sono: sono una cogliona, una ragazza che non merita le loro attenzioni; ma sono anche una ragazza che ha sofferto per anni a causa di un ragazzo.
‹‹Non pensavo di…passo più tardi.›› sussurra timidamente una voce maschile…quella voce maschile.
Il mio volto si colora di rosso…un rosso peperone e avvampo di calore.
Mi sento letteralmente in imbarazzo e non ho il coraggio di girarmi.
O mamma!!!
Edward non può essere qui.
Con la coda dell’occhio riconosco le sue scarpe. I miei occhi sono subito attirati dal suo meraviglioso viso. Mhmm cavoli che situazione…e adesso che diavolo faccio? Devo inventarmi qualcosa e anche alla svelta.
I due si danno una guardata non molto carina, poi puntano i loro occhi su di me.
Avete presente quelle situazioni in cui tutto ciò che vorreste è sprofondare nell’oceano? O quando il vostro più grande desiderio è scomparire all’istante?
Accidenti mi sono cacciata proprio in un bel guaio.
Edward sarà indubbiamente venuto per confermare l’invito di Natale a casa dei suoi e sono sicurissima che adesso si starà chiedendo chi sia questo ragazzo, che cosa voglia da me e perché gli sta ringhiando contro.
In pratica davanti a me c’è un bivio: Edward, il ragazzo dagli occhi dolci, premuroso quanto basta e molto dolce…e poi c’è Jacob, moro, fisico da urlo, tenerissimo con i suoi messaggi, sempre pronto a offrirmi una spalla su cui piangere e due labbra che chiedono solo di essere baciate.
Che sbadata!
Stavo dimenticando me stessa…e infine ci sono io: classica brava ragazza, con una storia molto pesante alle spalle, dolce, sensibile, premurosa, amorevole, carina ma non troppo, amante degli animali – dei gatti soprattutto – insegnante di storia all’elementari di Seattle; una ragazza molto timida, che difficilmente riesce a fare il primo passo e in questo momento molto indecisa.
Jacob si alza di scatto dal tavolo.
‹‹Chi è lui?›› mi chiedono entrambi alzando il tono di voce, puntandosi il dito contro.
Eh…bella domanda.
‹‹Jake ti pr-pre-presento Edward Cullen, e ehm…Edward, ti-ti- pre-presento Jacob Black.›› balbetto vergognandomi.
Edward prende subito la palla al balzo, cosa che non mi sarei mai aspettata. Gli porge la mano educatamente ricordandogli il suo nome, poi gira lo sguardo su di me.
Mi sorride dolcemente facendomi arrossire e tira fuori una busta dalla tasca dei suoi pantaloni.
‹‹Per te.››
‹‹Per me?›› chiedo confusa.
‹‹Sì, apri. Spero che ti piaccia.››
‹‹Comunque non era necessario un regalo, non siamo ancora a Natale.››
Mentre scarto il suo mini regalo realizzo di ciò che ho appena detto. In due parole? Ho combinato ancora un disastro.
‹‹O mio Dio!›› esclamo euforica.
La felicità è arrivata alle stelle.
‹‹Ti piace?›› domanda dolcemente.
‹‹Ma sono i biglietti per il concerto di Adele, io credevo che fossero finiti.›› continuo guardandolo incredulo negli occhi. ‹‹Come hai fatto a trovarli?››
‹‹Su internet ci sono un sacco di persone che rinunciano al concerto di Adele, quella fa pagare i biglietti una cifra troppo alta, inoltre il concerto è a New York.›› interviene Jacob, usando un tono di voce molto seccato.
La mia euforia svanisce in un nano secondo.
‹‹Non posso accettarli.›› dico a bassa voce, dandogli di nuovo la busta in mano mentre chino mortificata lo sguardo.
‹‹Invece puoi, devi Bella. Portaci una tua amica, o chiunque tu voglia.››
I biglietti tornano nuovamente tra le mie mani.
Mi sento così in imbarazzo.
‹‹Sei gentilissimo, ma proprio non posso.›› dico scuotendo timidamente il capo.
Non sarebbe giusto nei confronti di Jacob.
‹‹È un peccato perché so che Adele ti piace moltissimo, inoltre ero riuscito a prenotarti una camera per due in un notevole hotel.››
‹‹Mi dispiace, avrai fatto dei giri assurdi per trovarli…regalali a tua sorella, so che piace anche a lei.››
‹‹Bella io veramente speravo che ci andassi tu, mia sorella avrà sicuramente altre occasioni.›› dice avvilito.
‹‹Sono mortificata per..››
‹‹Sei sordo o cosa?›› interviene Jacob, borbottando.
‹‹Jake per favore!›› lo rimprovero severa, poi torno a guardare Edward dritto negli occhi…due occhi verdi come il mare e splendenti, stupendi…due occhi che cercano subito i miei.
Devo fare chiarezza con entrambi, in primo luogo con Edward.
Sposto una ciocca di capelli dietro l’orecchio, e timidamente inizio a farfugliare qualche parola messa a caso.
Io accetterei volentieri il suo regalo, anzi, sarebbe stupendo andarci insieme…lo troverei molto romantico ma non posso fare un torno simile a Jacob. Lui ha fatto tanto per me…troppo. Soffrirebbe e questa è l’ultima cosa che voglio.
C’è anche da dire però, che se io passassi il Natale con lui, soffrirebbe Edward e anche qui non voglio che lui soffra. È tutto un casino.
‹‹…Ma non saprei come ricambiare, e anche se lo facessi, non sarebbe mai abbastanza.››
‹‹A me basta vederti felice esattamente come pochi secondi fa, quando hai aperto la busta.›› sussurra accennando un sorriso.
Arrossisco.
Che dolce.
Oddio il suo sorriso è spettacolare, spaziale…per non parlare delle sue labbra…così morbide…invitanti.
Mordicchio il labbro facendo scivolare gli occhi su tutto il suo corpo.
Nudo deve essere uno spettacolo.
‹‹Se vuoi posso portarti da Archies; certo non sarà come vedere Adele, ma fanno dei panini strepitosi e pensa che la birra te la danno gratis.››
‹‹Ragazzi io vi ringrazio per gli inviti, siete due tesori, ma…ma..ma..ho da fare ora, scusatemi.››
Prendo frettolosamente le mie cose e corro verso il parcheggio.
‹‹Bella aspetta!!!››
‹‹Ferma, dove vai? Aspettami!›› urlano entrambi, correndomi dietro.
Mi fermo all’istante.
Sono davanti alla mia macchina, Edward e Jacob sono dietro di me, riesco a vedere i loro volti riflessi sui finestrini, entrambi con il fiatone e sicuramente pieni zeppi di domande.
‹‹Bella chi è questo biondino? Dice di essere il tuo ragazzo, ma è vero?››
‹‹Quello che vorrebbe capirci di più sono io…mi spieghi chi diavolo è questo moretto?›› domanda seccato.
‹‹Ehi attento a come parli.›› dice ringhiandogli contro.
‹‹Coso Jacob, come diamine ti chiami…attento te, lei è la mia ragazza.››
‹‹Io non sono la tua ragazza Edward, e non sono neanche la fidanzata di Jacob.›› continuo cercando di farmi coraggio. ‹‹Vi ho mentito è vero, ma ho avute le mie buone motivazioni per farlo e ve l’avrei detto…giuro che l’avrei fatto, solo che mi sento confusa al momento.››
‹‹C-confusa? Che significa confusa?›› esordisce Jacob, arrabbiato.
‹‹Che non ti vuole tra i piedi moretto, per cui sparisci dalle scatole.››
‹‹Mi sto riferendo proprio a questo e voi non l’avete ancora capito; sono uscita da una storia molto importante, ma complicata. Il mio ex era un ragazzo assai geloso, possessivo…m’impediva di uscire con le amiche, voleva sapere sempre cosa facevo, aveva la mania di urlare e c’è mancato poco che non finissimo alle mani. Io non voglio che la cosa si ripeta, e mi dispiace se in questi mesi vi ho frenati, ma capitemi, io ho avuto e ho una gran paura di buttarmi a capofitto in una nuova storia.›› rivelo tutto d’un fiato, con gli occhi lucidi.
‹‹Mesi? Aspetta un secondo…mi stai dicendo che ti sentivi con questo biondino da mesi?›› esclama incredulo e al tempo stesso furioso, alzando leggermente il tono di voce.
È esattamente questo che voglio evitare: lui che urla, io che mi spavento, una lite furibonda e tutto ciò che ne consegue.
Jake però non ha capito e continua urlarmi contro di tutto.
Tira un calcio a un sasso poi a un palo.
Finora non si era mai comportato così.
‹‹…MESI BELLA, MESI!!!!! QUANDO IO ERO LI CHE TI CONSOLAVO CON UN PIRLA E TU CHE PIANGEVI DISPERATA ALLE 2 DI NOTTE.›› mi urla nell’orecchio furioso.
‹‹Jake per favore, basta.›› lo supplico.
Il ricordo di Michele e delle sue grida sta tornando a martellarmi il cervello.
Mi sto sentendo veramente male.
‹‹NON CI STO, HAI CAPITO?›› mi afferra con forza spingendo la mia schiena contro la macchina, facendo scattare l’allarme.
Chiudo gli occhi dalla paura.
Non voglio che mi faccia del male.
‹‹Ti prego lasciami andare Jacob, ti scongiuro.›› balbetto spaventata.
Sto tremando, il cuore mi batte all’impazzata.
D’improvviso non sento più le sue mani addosso al mio corpo, come non sento più il suo corpo appiccicato al mio.
‹‹Vedi di andartene via e di lasciarla in pace, chiaro?!?›› dice serio Edward.
‹‹Sei tu che devi sloggiare bello.›› risponde nero di rabbia.
‹‹Attento a metterti contro di me, potresti finire molto male.››
‹‹Sto tremando dalla pau…››
Un grido di dolore esce dalle sue labbra.
Non ci sto capendo più nulla e vorrei aprire gli occhi però ho paura che possa succedermi qualcosa.
‹‹Sono stato abbastanza chiaro?››
‹‹Maledetto, io ti denuncio.››
‹‹Provaci se ne hai il coraggio e chiamo uno tra i migliori avvocati della contea e ti faccio sbattere dentro.››
‹‹BELLA DIGLI QUALCOSA, NON PUOI LASCIARE CHE MI TRATTI IN QUESTO MODO.››
Tremo ancora, anche se il mio cuore sta tornando a battere regolarmente.
Purtroppo ci sono ferite che resteranno sempre aperte dentro di me, momenti brutti che non riuscirò mai dimenticare.
‹‹Non lo vedi che l’hai spaventata, cristo santo? Come tratti le ragazze eh? Credi che così facendo loro cadano ai tuoi piedi? Il tuo comportamento mi fa letteralmente schifo, e te lo sta dicendo un uomo.››
‹‹TU NON SAI NIENTE DI ME, COME TI PERMETTI DI INSULTARMI IN QUESTO MODO…BELLA DIGLI QUALCOSA CAZZO!›› grida sempre più furioso.
‹‹Jacob per favore, ti supplico vai a casa…ne riparliamo quando sei meno arrabbiato okay?›› mormoro supplicandolo mentre mi passo una mano tra i capelli per cercare di calmarmi.
‹‹Scordatelo! Tu con questo non ci parlerai mai più, e se vengo a sapere che ti ha importunato un’altra volta, lo denuncio.››
‹‹ADESSO VUOI PURE DARLE GLI ORDINI? ASSURDO!››
‹‹C’è qualche problema, il ragazzo vi sta infastidendo?›› chiede gentilmente un poliziotto che stava passando da queste parti.
‹‹Grazie al cielo agente, ha iniziato a inveire contro di lei senza un motivo.››
‹‹MA NON È AFFATTO VERO, QUESTO QUI STA MENTENDO, LEI È LA MIA RAGAZZA.›› gli urla in faccia, ancora più furioso.
‹‹Prima di tutto abbassi i toni perché sta parlando con un agente di polizia, e secondo venga con me in centrale.››
‹‹COSA? MA È PAZZO FORSE? IO NON VENGO PROPRIO DA NESSUNA PARTE, BELLA FAI QUALCOSA, TI PREGO.››
Due mani calde, delicate, morbide e vellutate mi accarezzano dolcemente il volto e mi attirano a se. Intrufolo la testa nell’incavo della sua spalla sospirando. Mi sento così al sicuro…protetta.
Perché non ci sono arrivata prima a capire che fosse Edward il ragazzo giusto per me?
Mi posa un bacio delicato sulla fronte rassicurandomi…mi stringe forte, accarezza dolcemente i miei capelli ed io mi sento così protetta, al sicuro…a casa.
Porto le mani tra i suoi capelli e mi stringo di più a lui lasciandomi inebriare dal suo profumo.
‹‹Scusami…›› sussurro mortificata.
‹‹Per cosa?›› mormora dolcemente.
‹‹Per tutto Edward.›› dico trattenendo a stento le lacrime.
‹‹Tesoro…›› mi posa un bacio tra i capelli. ‹‹Io non avevo capito, sono stato uno stupido, mi dispiace che tu abbia sofferto così tanto.››
‹‹La stupida sono stata io perché ho lasciato che il ricordo del mio ex ragazzo, si impossessasse di me.››
‹‹Bella io sono disposto anche ad aspettarti, se me ne darai la possibilità.››
‹‹Dovrai essere molto paziente con me, ci vorrà del tempo e…››
‹‹Ti darò tutto il tempo di cui hai bisogno amore mio.››
‹‹Stingimi forte Edward, ho bisogno di te più che mai adesso, fammi sentire al sicuro.›› mugolo con la testa affondata nel suo petto.
‹‹Ti stringo io tesoro, mhmmm ci sono io con te d’ora in avanti.››
Annuisco e lascio che si prenda cura di me.
Sto così bene tra le sue braccia.
È una gocciolina bianca sul mio naso ad attirare la mia attenzione. Apro gli occhi e vedo dei picchi fiocchi di neve caderci addosso.
Sorrido felice.
‹‹Oddio la neve, nevica Edward!!!!›› dico euforica.
Mi sfiora delicatamente una guancia e guardandomi dritto negli occhi sorride.
‹‹Hai visto amore?››
‹‹Sì e mi piace molto, adoro la neve.››
‹‹Anch’io…ma adoro più di te.››
Arrossisco alle sue splendide parole.
‹‹Ti offendi se ti chiedo i biglietti del concerto di Adele?››
‹‹Assolutamente no perché era un regalo per te.››
‹‹E se io ti chiedessi di accompagnarmi al concerto?›› propongo timidamente.
‹‹Di-dici sul serio Bella?››
Sembra sbalordito.
‹‹Sì.››
Mi fa volteggiare in aria più volte, con un sorriso a trecentosessanta denti.
‹‹Sono l’uomo più felice della terra, dell’universo…non sai quanto ti amo Bella.››
Scoppio a ridere aggrappandomi al suo collo.
‹‹Che bello! Andiamo a vedere Adele, sono così felice.›› dico euforica mentre la neve scende delicata sopra di noi.

Un anno dopo…

‹‹Per te!›› esclama felice, mettendomi davanti agli occhi una busta bianca.
Con la mente ritorno a quella mattinata di dicembre, quando mi ha dato i biglietti del concerto di Adele.
Smetto di decorare la stella cometa con colori acrilici e alzo lo sguardo su di lui.
È bellissimo, a dire il vero Edward diventa ogni giorno sempre più bello.
‹‹Mhmm un altro concerto?››
‹‹No.››
‹‹Allora fammi indovinare, aspetta…uno spettacolo teatrale.›› dico curiosa.
‹‹Sbagliato amore mio.››
Cavoli allora che può essere?
‹‹Mhmmm beh non saprai…un viaggio per due?››
‹‹Mi dispiace, ma stai proprio sbagliando strada.››
Mi alzo in piedi e gli giro intorno più volte.
Un concerto non è, una vacanza per due neanche…non so proprio che cosa sia.
‹‹Scusa allora, ma non ho capito.››
‹‹Amore è facile dai…mhmm io dico che ti piacerà moltissimo.››
Ci penso sopra ancora qualche minuto ma non mi viene in mente proprio nulla.
‹‹Su questo ne sono sicura, i tuoi regali, specialmente quelli di Natale, sono stupendi….aspetta fammi pensare bene…la chiave della casa in montagna dei tuoi.››
‹‹Fuocherello.›› dice dolcemente.
‹‹Che intendi dire?››
La cosa si fa interessante.
‹‹Apri la busta amore.››
‹‹Okay.››
Gli sfilo la busta dalle mani e l’apro curiosamente.
O mio Dio, è uno scherzo vero?
Inizio a saltellare come una scema per tutta la stanza.
‹‹Edward stai scherzando?››
‹‹A meno che quando l’abbia acquistato non abbia sbagliato qualcosa, credo proprio di no.››
‹‹Cavoli è un sogno per me…non sai quanto io abbia amato, e ami questa scrittrice.›› esclamo sempre più felice, osservando i biglietti che tengo in mano.
‹‹Buon Natale, amore mio.››
Mi avvicino e dolcemente gli circondo il collo con le braccia.
È passato un anno da quando ci siamo promessi amore eterno, nel parcheggio della mia scuola, e quante cose sono cambiate.
‹‹Buon Natale a te Edward….ma come hai fatto ad avere questi posti? E la casa dei tuoi in montagna cosa centra?››
Innanzitutto ho eliminato definitivamente il ricordo di Michele, certo c’è voluto del tempo però adesso sto meglio e posso finalmente godermi la mia bellissima storia d’amore. Mi sono anche ambientata con la sua famiglia, io e sua sorella siamo buone amiche, anche se a volte mi trascina in pomeriggi folli di shopping, e con i suoi genitori va tutto a meraviglia; loro sono molto felici.
‹‹La Meyer terrà la sua conferenza proprio nella città in cui i miei possiedono la casa di montagna, così gli ho chiesto se potevamo starci qualche giorno e mi hanno detto di sì.››
‹‹Davvero?››
Sono così felice.
L’anno scorso per Natale mi ha portato a vedere Adele, quest’anno mi andremo a vedere la mia scrittrice preferite.
Posso dire che mi sento in un sogno?
‹‹Sì.››
‹‹Che bello, ancora non ci credo! Incontrò dal vivo Stephenie Meyer e magari riuscirò anche a farle qualche domanda.››
‹‹Sono davvero felice che tu riesca a realizzare ancora una volta il tuo sogno.››
‹‹È tutto merito tuo, avvocato Cullen…e anch’io ho un regalo per te.››
Edward accenna una smorfia.
Beh a dire il vero sono più di uno.
‹‹Eh?›› esclama confuso.
‹‹Ti ricordi l’appartamento che avevamo visto a Seattle?››
‹‹Ne abbiamo visti un casino nell’ultimo periodo.››
‹‹Dai Edward…quello vicino al tuo ufficio e non molto distante dalla mia scuola.››
‹‹Ah sì, quel bellissimo attivo sulla quinta.››
‹‹Esatto. Beh sono riuscita a parlare con il proprietario e….e ha detto che se vogliamo è nostro; dobbiamo solo dargli un anticipo.››
‹‹Sul serio?›› esclama euforico.
‹‹Sì.››
‹‹Allora vado subito a prelevare in banca e glielo porto. Questo Natale sarà ancora più stupendo.››
Arrossisco.
C’è un’altra notizia che devo dargli.
Speriamo che la prenda bene, ma sono sicura che sarà così. Edward ha sempre amato i bambini.
Gli prendo una mano e la porto sul mio ventre.
‹‹Io devo…›› le nostre mani vagano insieme sulla mia pancia e dai suoi movimenti così dolci, leggeri, io credo che lui abbia capito.
‹‹Amore cosa devi dirmi mhmmm.›› sussurra eccitato ed emozionato allo stesso tempo.
‹‹Aspetto un bambino…›› mormoro.
‹‹SARÒ PADRE…SARÒ PADRE!›› urla euforico, con gli occhi lucidi dall’emozione.
‹‹Buon Natale, Edward.›› dico dolcemente, portando le labbra a pochi centimetri dalle sue e lo bacio.
Il bacio si fa più intenso, profondo, possessivo, mordendo, leccando e succhiando le nostre labbra mentre le lingue si rincorrono intrecciandosi tra loro fino a toglierci il respiro.
‹‹Amore non stavi scherzando, voglio dire, aspetteremo per davvero un figlio?››
Annuisco e lo bacio nuovamente.
‹‹Oh Bella, non sai quanto ciò mi renda felice.››
‹‹Ti amo, ti amo, ti amo da impazzire Edward e sapere che stiamo per avere un bambino mi fa sentire ancora più felice.›› dico guardandolo dritto negli occhi.
‹‹Anch’io piccola ti amo da morire; mi prenderò cura di te, del piccolo, non vi farò mancare mai niente.››
Mentre Edward continua a sfiorarmi il ventre accosto la mia fronte alla sua, sorrido dolcemente e una lacrima di felicità scivola sul mio viso.
Anche lui si commuove.
Quello che stiamo provando è un’emozione stupenda.
Una gioia immensa, indescrivibile.
Ringrazierò sempre il signore per avermi fatto conoscere un uomo meraviglioso come Edward Cullen; e sono sicura che la mia vita sarà sempre piena di felicità con lui al mio fianco.
‹‹Ragazzi corrette, c’è una grossa notizia al telegiornale.›› esordisce incredula sua sorella Alice, entrando di corsa in stanza.
‹‹Alice!!!!!›› la rimprovera.
‹‹Dovete venire perché non crederete alle vostre orecchie, Bella in primis.››
Edward sbuffa.
Mi posa un bacio delicato sulla fronte, mi prende per mano e seguiamo la sorella in cucina.
‹‹Guardate un po’.›› dice indicando il televisore.
Spalanco la bocca e gli occhi.
‹‹DIO MIO! Non ci posso credere…›› esclamo allibita.
Edward mi stringe da dietro e mi posa un bacio tra i capelli.
‹‹Che vi avevo detto?››
‹‹Fortuna che hai smesso di frequentarti con quel tale, coso, Jacob.››
‹‹Cavoli non credevo che fosse un criminale.››
‹‹Beh meno male che è stato preso dalla polizia. Ora è in carcere e non potrà più fale del male alle ragazze.››
‹‹Sì hai ragione.››
‹‹Ehm…non avete proprio niente da dirmi?›› chiede imbarazzata.
‹‹No perché?››
‹‹E dai Edward, io sono tua sorella e ti giuro che non dirò a nessuno.››
‹‹EHHH? Tu hai ascoltato la nostra conversazione? Ma sono cose private, Alice!››
‹‹Uffa, non l’ho fatto apposta.››
‹‹Dai amore,›› continuo ridendo. ‹‹non prendertela con lei e poi gliel’avremmo dovuto dire in futuro no?››
‹‹Sì però….mhmmm vieni qui.››
Mi strige a se.
‹‹Anch’io dovrei darvi una notizia.›› farfuglia timidamente Alice.
‹‹Che succede?›› chiedo curiosa.
‹‹Mi vedrai molto spesso nella tua scuola.››
‹‹Cioè?››
‹‹Sai Jasper, il tuo collega di lettere?›› dice arrossendo.
‹‹Sì perché?››
‹‹C-s-s-ci siamo messi insieme e mi ha chiesto di affiancarlo nella vostra scuola come insegnante di sostegno.››
‹‹Davvero?››
‹‹Sì. Spero che ti faccia piacere la cosa.››
‹‹Oh Alice, certo che mi fa piacere.››
‹‹Così la mia sorellina si è innamorata???››
‹‹Non fare lo scemo…›› gli fa una linguaccia.
‹‹Va bene, pucci pucci.›› dice ridendo.
‹‹La smetti?››
‹‹Hihi amore dai, lasciala in pace…mhmm comunque sono contenta per te Alice.››
‹‹Che bello!!!!!››
Mi abbraccia forte e inizia a saltellare.
‹‹Alice basta, dai così la soffochi…Alice.›› borbotta ridendo, mentre cerca di attirarmi a se. ‹‹Alice insomma…›› finiamo tutti a terra, crepati dal ridere, io sopra di Edward e sua sorella dall’altra parte.
La mia famiglia…sono davvero felice di farne parte.




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17 commenti:

  1. La storia è carina, la trama intrigante però, secondo me, poteva essere sviluppata un po' meglio. Credo ci sia un po' di confusione con i tempi: (o forse non ho capito bene io) Bella e Michele si lasciano, Bella inizia a frequentare Edward, è in crisi per Michele e chiama Jacob? Mi sembra una cosa strana...
    Poi all'inizio Bella dice che frequenta Jake da un mese e più avanti lui parla di "mesi".
    I dialoghi tra loro due, prima che arrivi Edward, sembrano quasi surreali, sembra che nessuno dei due ascolti l'altro e ognuno faccia un discorso per conto suo.
    Anche il lungo pensiero che fa Bella su se stessa, descrivendosi, mi sembra eccessivo.
    Le mie vogliono essere critiche costruttive, spero di essere stata chiara e di non aver esagerato.
    Grazie di aver partecipato e aver condiviso questa storia con noi

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  2. L'idea è carina e originale, ma sviluppata troppo frettolosamente e troppo superficialmente: è una situazione non così leggera e i tre caratteri coinvolti risultano troppo infantili. Anche questa è una storia difficile da leggere, si capisce che hai tanta voglia di esprimerti e di fare, ma sei troppo frettolosa, fai errori di varia natura e metti troppa carne al fuoco senza perdere tempo a spiegare. Questa è l'ultima delle tue storie che leggo in questo contest e ho notato varie cose che ti caratterizzano, di cui una è senz'altro l'entusiasmo e la laggerezza forse tipica della tua età o forse no, dipende dai casi, ma è una cosa da apprezzare, d'altra parte però lasci che questa tua leggerezza non ti faccia approfondire mai i caratteri portandoti a descriverli in maniera troppo fanciullesca e quindi inadatta per le età che scegli di dargli. L'ultima cosa che mi sento di dirti, dato che l'ho notata un po' ovunque nelle tue storie è che dovresti davvero rileggere quello che scrivi: non scegliere mai la quantità rispetto alla qualità, perchè alla fine questa scelta ti fa un torto, soprattutto in situazioni come questa, dove la scrittura condivisa con altre dovrebbe essere qualcosa di un attimino più studiato e considerato. Però, ripeto, hai di buono la positività e la non pretesa di essere drammatica quando non lo senti e di questo te ne sono grata.
    -Sparv-

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  3. Credo di aver capito chi tu sia. Questa volta ho fatto veramente fatica ad arrivare alla fine. Ne ho già lette un paio così in questo contest, ciò vuol dire che hai partecipato con più FF. Il che non è un problema... se le tue FF fossero "valide" sotto ogni punto di vista! Purtroppo faccio la parte della cattiva, di nuovo. Ho trovato una considerevole quantità di errori. La punteggiatura non è un'opinione, ci sono delle regole da seguire anche nelle FF. Dopo i tre puntini di sospensione ci va uno spazio; le virgole non vanno messe a caso, ti porto alcune delle tue frasi:
    - ‹‹…Ma non saprei come ricambiare, e anche se lo facessi, non sarebbe mai abbastanza.›› In realtà sarebbe "Ma non saprei come ricambiare e, anche se lo facessi, non sarebbe mai abbastanza." La e, solitamente, va posizionata prima dell'inciso.
    - ‹‹Prima di tutto abbassi i toni perché sta parlando con un agente di polizia, e secondo venga con me in centrale.› Qui avresti potuto fare due scelte: 1) "Prima di tutto abbassi i toni perchè sta parlando con un agente di polizia, secondo venga con me in centrale." 2) Tirare via la virgola e basta. Non è troppo bello, ma è la frase che è articolata in modo sbagliato a mio parere. Un agente di polizia non parla in questo modo e, spesso e volentieri, mostra tutta la sua autorità anche nell'uso delle parole: "Signore, abbassi i toni! Sta parlando con un pubblico ufficiale, per il suo comportamento mi vedo costretto a portarla in centrale. La prego, mi segua." Una cosa del genere, ad es.
    In più ci sono errori grammaticali: apposta è diverso da a posta. La prima parola deriva dal verbo apporre: mettere qualcosa su altro o aggiungere: ad es: "Il coinquilino ha apposto un ulteriore punto al contratto di locazione" oppure "Non ho fatto in tempo ad apporre la firma alla raccolta fondi, sono davvero dispiaciuto"; la seconda, invece, è il significato che volevi dare tu al tuo testo: "Ho fatto lo sgambetto alla mia compagna di classe a posta per farla cadere" oppure "Tutto a posto, tu?" O anche "Mamma ho messo a posto la mia camera, posso mangiare la caramella?" Questi sono alcuni es. che ti possono tornare utili per ricordarti in quali casi usare una o l'altra.
    Passiamo alle esclamazioni, che mi fanno venire la tremarella ogni volta. "O mamma!" "O Cielo!" "O qualsiasi altra cosa!" si scrive con l'h. "Oh mamma!" "Oh Dio!" L'hanno pensata proprio per dare enfasi alla parola e per distinguerla dall'o lettera dell'alfabeto che significa oppure.
    In realtà di errori ne ho trovati ancora. Devi rileggere qualsiasi cosa tu scriva, se hai dubbi chiedi a qualcuno o cerca su internet. Ci sono dizionari online e altri siti che ti aiutano a migliorare la scrittura fornendoti regole da tenere a mente.
    So che è facile far notare gli errori agli altri e non concentrarsi sui propri, io non dico di essere infallibile, so che i miei scritti sono pieni zeppi di errori e anche se qualcuno mi fa notare quelli che faccio, inevitabilmente ne compio ancora. Ma come nel tempo le persone che hanno letto ciò che ho scritto mi hanno fatto notare i miei "orrori grammaticali" (come li chiamava la mia prof di lettere alle superiori) cerco di portare a galla i tuoi in modo che la prossima volta tu possa non commetterli. Ti prego di capire che non è davvero una critica a te come persona, più al fatto che ti concentri a scrivere molto senza dare una buona sostanza e una buona base alla tua storia.

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    1. Le tue trame sono un po' infantili, forse a causa della tua età, ma non per questo sono poco piacevoli, anzi! Spesso e volentieri si ha voglia di leggere qualcosa di leggero e infantile perchè ci si immerge in una fantasia che è ben lontana dalla realtà. Ciò che sbagli, però, è che non dai a queste storie la forma giusta e ciò le fa piacere di meno al lettore. Il lessico appropriato, i dialoghi più consistenti, la trama più sviluppata e spiegata, la grammatica corretta e un filo più di emozione permette a una storia in cui i protagonisti sono immaturi (nonostante la loro età) di piacere ugualmente.
      Detto ciò mi unisco al consiglio di Sparv, è meglio concentrarsi sulla qualità, a volte, rispetto alla quantità. Si apprezza di più qualcosa di ben fatto, piuttosto che tanti bicchieri riempiti di poche gocce d'acqua. Prendi quello che ti dico come un consiglio. Ricorda che ciò che ti si dice è per farti crescere nella scrittura e non perchè si ha voglia di demoralizzarti.
      Ho dovuto suddividere il messaggio perchè non ci stava in uno solo.
      Grazie per aver partecipato.
      Aly

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    2. e' vero che ci sono molti errori, ma il termine APPOSTA esiste eccome nell'italiano moderno e non solo come participio passato del verbo apporre. Fare qualcosa apposta significa farlo con intenzione. Anche fare a posta esiste con la stessa funzione, solo che oggi è assai meno usato (per quanto assolutamente corretto). Non ho scritto questo appunto con intento critico, ma perché mi sembra interessante e utile questo reciproco aiutarci.

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    3. Mi hanno sempre corretta quando scrivevo o dicevo APPOSTA con il significato di fare qualcosa con l'intenzione di... quindi pensavo fosse sbagliato. Mi sono preoccupata di andare a ri-controllare su TRECCANI ed effettivamente mi era sfuggito come significato (perchè ero già andata in precedenza). mea culpa.
      Chiedo scusa all'autrice per la correzione errata.

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  4. Trama carina, ma un po' caotica, forse dovevi svilupparla un po' di più.
    Grazie per aver partecipato.

    Ila Cullen

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  5. Anche qui tanta confusione purtroppo. I personaggi li ho trovati poco credibili per l'età che hai scelto di dargli, i discorsi sono confusi, le personalità quasi incomprensibili. Mi piaceva l'idea di Bella che, uscita da una storia traumatica, si "metta nei casini" frequentando due ragazzi contemporaneamente. Strano però che in mesi di frequentazione non si siano scambiati nemmeno un bacio quando leggendo mi è parso di capire che la ragazza frequenta i due con intenti romantici.
    Jacob... non so davvero come definirlo. Per mesi è stato buono e tranquillo, l'ha corteggiata, l'ha fatta sentire importante e poi scoppia come uno psicopatico che deve essere portato via dalle forze dell'ordine.
    Edward è quasi un personaggio secondario.
    Peccato perchè poteva essere davvero carina come storia se soltanto ti fossi concentrata di più nello sviluppo della trama e nell'esposizione.
    Ammiro molto la tua costanza e la tua voglia ti metterti in gioco sempre e comunque.

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  6. Eccomi qui. Dunque... stesse impressioni di chi ha commentato prima. Davvero troppi errori di vario tipo, già elencati in precedenza. Quando sono così tanti si perde un pochino il piacere della lettura, quindi ti consiglio di controllare sempre ciò che scrivi, facendoti aiutare da Google oppure pensando in modo più attento a ciò che stai scrivendo (giusto per fare un esempio, alle elementari dubito che ci siano professoresse o docenti di lettere, al massimo sono maestri di una materia o dell'altra. Fossimo in Italia sarebbero maestra/o di Italiano o di matematica ecc... anche negli Stati Uniti c'è una differenza tra "professor" per ordini di istruzione superiori e "teacher" per le elementari e non solo). La storia era carina, ma i personaggi non mi sono piaciuti. Isabella... va bene che ha subito una specie di trauma, ma frequentare due ragazzi come reazione al fatto... mi sembra assolutamente poco coerente proprio a livello logico. La sua personalità, poi, troppo infantile. Edward senza spina dorsale e passivo non fa per me. Jacob ha fatto la sua parte ma anche lui mi è sembrato poco credibile nel suo passare da tenero amico disposto ad ascoltare telefonate notturne a mezzo criminale. Insomma... non posso dire che questa storia mi sia piaciuta, ma posso invece affermare che ammiro molto la tua voglia di fare e di partecipare.

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  7. Spunto potenzialmente molto interessante: quali effetti produce sull'equilibrio di una persona un rapporto malato, fondato sulla sopraffazione, l'abuso fisico e psicologico? Una ragazza/donna che si è fatta isolare da amici e parenti dalla possessività di un compagno prevaricatore, riuscirà a stabilire un legame "normale" con un uomo o replicherà modelli di comportamento autolesionisti? Potrà ricostruire la propria autostima, avere fiducia nelle proprie capacità, soprattutto saprà liberarsi della paura?
    Purtroppo lo sviluppo della storia risulta poi deludente per lo scarso approfondimento dedicato alla psicologia dei personaggi e per la mancanza di credibilità dei rapporti interpersonali che intercorrono tra loro. Bella, più che lacerata, sembra una bambina viziata incapace di scegliere tra due bambolotti; Jacob e Edward sono quasi delle macchiette: il primo che si rivela essere addirittura un delinquente incallito dopo aver passato ore a consolare l'infelice e disperata pulzella (infelice per cosa? di Michele non gli ha mai parlato!), il secondo lo stereotipo del fidanzato generoso, affidabile, comprensivo, innamorato non si sa bene perché di una ragazzetta dalle idee molto confuse riguardo all'onestà e al rispetto dovuti al proprio partner e dall'attrazione sessuale ondivaga.
    La materia prima c'è, ma è necessario molto "labor limae" (tradotto: esperienza, pazienza e rifinitura che sicuramente arriveranno col tempo e le prove).

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  8. Mi accodo a chi ha parlato prima di me. La storia ha uno spunto molto interessante ma è torppo confusa. I personaggi sono infantili e poco delineati.
    Grazie comunque per la passione che ci metti e sono certa che con un po' più di accortezza riuscirai ad ottenere ancora dei risultati positivi.

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  9. Concordo con i commenti di cui sopra.
    So che farai tesoro di tutti i consigli che ti sono stati dati e la prossima volta magari ci stupirai.
    Grazie.

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  10. Potresti provare ad abbassare l'età dei protagonisti la prossima volta, sai io sono una tardona e ho trovato la tua storia "dolcemente" infantile... i pensieri, i dialoghi... per i tuoi personaggi.
    Peccato perchè la trama c'era e anche interessante.
    Ho trovato un pò strano il comportamento di Bella, l'hai e si è descritta timida e poi frequenta due persone in contemporanea? Con l'incubo di Michele sempre presente?
    Grazie

    JB

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  11. Uh povero Edward mi viene voglia di dire: scappa fin che sei in tempo! Jacob e Bella li prenderei a sberle, sono troppo antipatici ahahahahah

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  12. Mi piace molto come hai concepito i personaggi in questa storia: non per forza del tutto antipatici, non per forza i buoni della situazione, stai provando a non renderli "caratteri". Coi suggerimenti che ti hanno dato le altre continuerai a migliorare parecchio!!! Brava comunque!!!
    Aleuname

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  13. Trama un po caotica...andava forse approfondito un po il tutto.
    Io proverei a riscriverla, forse come OS manca di qualche approfondimento ma l'idea non è male.
    Georgia

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  14. Storia carina e piacevole, mentre leggevo mi è tornata alla mente la scena di eclipse.

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