Come si sentono gli anziani genitori quando i figli
sono lontani da casa? E perchè spesso i figli si dimenticano di chi più li ama
al mondo? E cosa può arrivare a fare un marito innamorato per vedere la moglie
sorridere felice?
Era bellissimo vedere tutta la mia famiglia riunita
attorno al tavolo imbandito, il giorno di Natale.
Ma fare in modo che questo avvenisse non era stato
affatto facile.
Ma cominciamo con ordine.
Sono Edward Cullen, chirurgo in pensione, sono sposato
con la meravigliosa Isabella Swan e l'amo ancora come il primo giorno.
Anche lei è in pensione dopo aver insegnato
letteratura per molti anni.
Abbiamo quattro figli: Emmett, Rosalie, Jasper ed
Alice.
Sono tutti bravi ragazzi, non ci hanno mai dato
problemi e ora che sono adulti hanno tutti delle carriere invidiabili.
Emmett il maggiore è un giocatore di football
professionista, sempre in giro con la squadra in trasferta.
Rosalie, la nostra bellissima secondogenita è il CEO
di una grossa casa produttrice di cosmetici, famosa in tutto il mondo, sempre
alle prese con riunioni e grane da risolvere: anche se può, le piace poco
delegare.
Jasper, il terzo è un ufficiale dell'esercito e ora si
trova in Medio Oriente, impegnato in una missione.
La più piccola, Alice, la cocca di papà è una stilista
affermata e le sue collezioni sono le più richieste dalle star di Hollywood e
dal jet set internazionale, occasionalmente si presta anche come personal
shopper per clienti particolari.
Io e mia moglie siamo molto orgogliosi dei nostri
figli e di ciò che sono riusciti a realizzare nella loro vita, con impegno e
determinazione, senza l'aiuto di nessuno, neanche del loro cognome: Cullen
infatti è un nome conosciuto e rispettato, grazie a mio padre Carlisle,
chirurgo di fama mondiale, di cui avevo seguito le orme e a mia madre Esme,
rinomata designer d'interni.
L'unica pecca in questo quadro idilliaco era che i
nostri ragazzi, con le loro vite frenetiche avevano ormai poco tempo per noi
genitori e per i nonni.
Io, mio padre e il capo Swan, ex sceriffo di Forks
nonchè mio suocero, forse perchè uomini, ci eravamo rassegnati, ma Isabella,
mia madre e Renée mia suocera, decisamente no.
Era appena passato Halloween quando mi resi conto che
mia moglie stava cambiando.
Lei era sempre stata una donna allegra, scherzava
molto, cantava sbrigando le faccende e portava gioia e solarità ovunque
andasse.
Ma ora si era incupita, parlava poco, non cantava più,
non mangiava di gusto perdendo di conseguenza peso e spesso la sorprendevo a
fissare il vuoto con espressione malinconica.
All'inizio mi preoccupai e i miei sensi di medico si
allertarono, temendo che all'ultimo check-up al quale si era sottoposta
avessero trovato qualcosa che non andava e che lei non volesse dirmelo.
Poi capii che l'origine del suo malessere era la
nostalgia, le mancava avere i figli a casa, le loro risate e perfino i litigi.
I ragazzi ci avevano già detto che quell'anno non
sarebbero venuti per le feste natalizie.
Più i giorni passavano e il Natale si avvicinava e più
mia moglie diventava triste.
Non potevo sopportare di vedetrla così, per cui mi
risolsi di chiamare personalmente i miei figli, cercando di convincerli a farci
visita.
Nonostante la mia insistenza non riuscii a smuoverli
dal loro intento però.
Come si dice? A mali estremi, estremi rimedi...
Il giorno seguente andai a trovare Jacob Black, fidato
amico mio e di Bella, sin dai tempi della scuola, ora famoso avvocato e anche
se lui non era d'accordo, lo coinvolsi nel mio piano.
Lasciai che passassero un paio di giorni, poi Jacob su
mia richiesta avrebbe chiamato i miei figli e avrebbe detto loro che io e la
madre eravamo scomparsi senza lasciare traccia e che la nostra casa era stata
messa completamente a soqquadro.
Può sembrare un po' crudele ed esagerato tutto questo
da parte mia, ma davvero non avevo altro modo per raggiungere il mio intento.
La moglie di Jacob, Leah, grande amica di Isabella con
una scusa la tenne occupata per tutta la mattina di Natale, mentre io sistemavo
la casa e preparavo il pranzo, Jacob invece sarebbe andato a prendere i ragazzi
all'aeroporto.
Ovviamente quando li aveva informati della nostra
presunta sparizione, si erano preoccupati moltissimo ed avevano lasciato ogni
loro attività per correre a casa.
Loro ed Isabella quasi si scontrarono sull'uscio,
fissandosi sorpresi.
Si misero a parlare tutti insieme, non riusciendo
comunque a capire granchè.
Li feci entrare, sedere e con calma spiegai tutta la
storia e cosa mi aveva spinto ad archittettare quella subdola messinscena.
Mia moglie mi sgridò ma con un sorriso e guardandomi
con infinito amore.
Le ragazze, anche la glaciale Rose, si misero a
piangere ed i ragazzi abbassarono la testa, vergognandosi di averci
trascurati...
Tutto è bene, ciò che finisce bene e questo sarà
ricordato come uno dei natali più belli di sempre.
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Molto carina l'idea, immagino anche da dove tu possa aver preso spunto! Spesso ci si dimentica, crescendo, che anche i nostri genitori hanno bisogno di compagnia, sia durante le festività che durante il resto dell'anno. E' un argomento che ultimamente mi sta a cuore, avendo una nonna che vive da sola e che si lamenta perchè, nonostante abbia tanti nipoti, non riesca mai a vederli spesso. E' un bel tema, molto delicato.
RispondiEliminaLa bugia a fin di bene ci sta, e sono anche d'accordo per la paura che potrebbe provare un figlio di fronte a una notizia del genere, dimenticarsi dei propri genitori non è corretto. Poi per fortuna è solo una bugia.
Storia corticella, ma abbastanza scorrevole. Ci sono un paio di errori nel testo, alcuni di battitura. E' sempre bene ricontrollare la storia un paio di volte.
Tutto sommato carina!
Brava e grazie per aver partecipato.
Aly
Hai riadattato la pubblicità tedesca che quest'anno ha colpito tutti i social network, ma invece di aggiungere dettagli o pathos, li hai tolti lasciando spazio all'elogio delle professioni tutte meravigliose dei figli, figli di gente famosa, dato il chirurgo di fama mondiale. E' troppo e non si può certo affermare che un nome altisonante non aiuti, visto che lo fa e sempre, lo sappiamo tutti. Ma oltre questo qui non c'è assolutamente nulla. PERCHè??? Non mi tornano i conti, tu sei molto critica con la maggior parte delle ff che leggi, sei una delle più spietate, e allora perchè tu non fai quello che chiedi? E' una "sottil vendetta"? E' un peccato, perchè ti stai negando la possibilità di sviluppare, anche se per puro diletto, qualcosa che tu conosci molto bene e sei perfettamente in grado di fare: il tempo ce l'hai e le qualità anche... e giocare per produrre cose così è uno spreco. Capisco lo scemare dell'interesse, ma come per un'altra autrice di questo contest, ho la netta, precisa sensazione che lo abbiate fatto troppo a tirar via e questo non è molto giusto verso chi vi legge. Sono molto dispiaciuta, ma capisco le motivazioni. Lo sai che ti parlo da amica e come tale non posso non dirti quello che noto, spero che tu non ne abbia a male e credo che quello che ti ho scritto lo sappia anche tu.
RispondiElimina-Sparv-
Anche qui credo di avere riconosciuto la sintetica penna. Mi dispiace ma non mi sono sentita tanto coinvolta. Comprendo il messaggio morale e tutto il resto, però la storia mi è sembrata fredda e non "sentita" nemmeno da te che l'hai scritta. Spero che tu non te la prenda, ma altre volte, malgrado la tua proverbiale brevità, i contenuti e i modi erano più caldi e coinvolgenti. Forse il tema del Natale non ti ha presa o forse non hai avuto tempo. Scusa se sono stata onesta, ma l'ho fatto con tutte! Un abbraccio e grazie comunque di avere partecipato! Cristina!
RispondiEliminaL'idea è buona e per nulla scontata, mi sarebbe piaciuto però un maggiore approfondimento, il finale mi sembra un po' troppo sbrigativo. Peccato perchè poteva essere una vera chicca.
RispondiEliminaGrazie per aver partecipato
Ila Cullen
Più che una storia, questi sembrano gli appunti sintetici buttati giù in funzione dello sviluppo di una storia. Cenni rapidi sulle occupazioni dei personaggi e i rapporti di parentela, il problema principale (il senso di abbandono e di vuoto che i genitori provano quando i pargoli hanno spiccato il volo) e una possibile soluzione piuttosto inusuale (simulare, con coinvolgimento di un integerrimo funzionario di polizia, un atto criminoso ai danni degli amorevoli, ma trascurati genitori). Purtroppo non si va al di là della felice intuizione. Sarebbe stato interesssante sapere perché Bella, che pure si sarà sforzata di rendere autonomi e indipendenti i propri figli, cada in uno stato di depressione preoccupante per la loro impossibilità (dubito che un soldato in missione all'estero com Jasper possa salutare superiori, commilitoni e sottoposti per farsi le vacanze di Natale) o mancanza di volontà di tornare all'ovile; interessante anche scoprire perchè Edward decida di diventare un criminale (simulare un crimine è un reato) invece di cercare soluzioni più tradizionali (portare Bella dai figli organizzando un viaggio? chiuderla in camera da letto e buttare la chiave? condurre a casa un orfanello necessitante di cure materne? provocare un grave incidene ai danni di Jacob così da occupare Bella nell'assitenza del caro amico?).
RispondiEliminaIsomma, questa storia è come lo zucchero filato. Promette promette, ma alla fine in bocca rimane niente.
Cara mia, non posso che dar ragione a chi è venuto prima di me. In altre occasioni, pur sempre molto lapidaria, hai coinvolto molto ma molto di più. Hai delle idee notevoli che ti ostini a non voler sviluppare, e solo per una grave forma di pigrizia. Peccato perché ne verrebbero fuori cose molto carine e non necessariamente delle long, visto che questo è il tuo incubo. Non prendertela se ti dico che non è un obbligo partecipare a un contest ma qualcosa che devi sentire per te stessa e per la gioia di chi legge.
RispondiEliminaGrazie comunque... e pensaci.
Era un'idea davvero originale e per niente scontata per questo contest.
RispondiEliminaSono d'accordo con chi ha scritto che manca il pathos, che sia rabbia, dolore o amore e certamente saresti stata in grado di mettercelo vista la spiccata sensibilità.
Grazie comunque.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaLa pubblicità tedesca ha fatto una strage.
RispondiEliminaTe possino.... Ultimamente le tue storie se pur brevi mi lasciavano soddisfatta, non sentivo la necessità della lunghezza.... Adesso invece che mi combini?!?
RispondiEliminaE l'idee che hai sono sempre bellissime ma stavolta mi sono sentita poco coinvolta....
Te possino, di nuovo ma grazie
JB
Devo dire la verità, io la pubblicità a cui ti sei ispirata non l'ho vista. Evidentemente, anche se hai scritto così di corsa, ci tenevi a partecipare a questo contest e capisco perché, è sempre una bellissima esperienza. Percui spero che continuerai a scrivere, magari cogliendo i suggerimenti di chi ha commentato prima di me. Brava!!!
RispondiEliminaAleuname
In due parole? è troppo sbrigativa. Mi da l'idea di certi post che scrivo io su facebook, dove scrivo quello che mi è successo in piccoli paragrafi senza approfondire. Nessun dialogo, forse non sono obbligatori nelle storie (non ne ho idea sinceramente), non vedo neanche tutto questo grande amore di lui e di lei. Okay che io di fantasia ne ho parecchia e molto di quello che scrivo è quasi no-sense, ma non penso che una persona possa prendere depressione perché non vede più i figli. c'è skype, whattsup o facebook per sentirli ^_^ comunque è scritta molto bene.
RispondiEliminaCiao, siccome sono leggermente sbadata questa è la seconda volta che recensisco quindi spero che non ci sia la terza....
RispondiEliminaPrima ti avevo scritto che mi piaceva la tua storia perché era la prima volta che leggo di Edward e Bella anziani,per me è una grande novità.Peccato che la storia sia breve
P.S.: Voto...3 punti. Non so se devo scegliere anche la categoria...
RispondiEliminaBella l'idea di Edward e Bella pensionati, peccato che ci sia poco altro. Io non so chi sei, perciò non riesco a fare confronti con le tue passate ff, ma credo che qui ti sia spesa veramente poco e mi dispiace perchè sarebbe stato carino viverseli un pochino.
RispondiEliminaGeorgia
La storia è carina (mi ricorda qualcosa ahahahaha), il tema è qualcosa che sento molto, perchè credo che il Natale significhi famiglia, quindi ho molto apprezzato la storia per questo.
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