Alice è stata lasciata da qualche mese
da Jasper, soffre ancora molto e vorrebbe solo chiudersi in sé stessa. Per
fortuna le sue amiche non la lasciano sola e la costringono ad uscire a
festeggiare l’anno nuovo.
Una piccola luce nel buio capovolgerà la
sua serata.
Angela e Rosalie
negli ultimi giorni hanno fatto di tutto per convincere la loro amica Alice ad
uscire a festeggiare insieme la fine dell’anno, ma lei non ne voleva proprio
sapere. Ha provato a far capire loro che vorrebbe stare a casa da sola a
guardare la tv o leggere un libro, ma hanno risposto che la trascinerebbero
fuori casa anche se avesse appena subito un trapianto di rene perché, parole di
Rosalie, “tu hai bisogno di festeggiare!”
Festeggiare cosa, poi? Si chiede, un
anno di merda che se ne va e un altro che arriva? Ma per favore!
Ieri alla fine si
è arresa: andrà con loro alla festa di un nuovo amico di Rosalie, Emmet, un
ragazzo conosciuto in centro la settimana scorsa. Angela e Rosalie sono
contentissime perché così non dovranno andare a una delle solite serate
incasinate in qualche locale spendendo un patrimonio per poi stare in mezzo a
così tanta gente che sarebbe impossibile muoversi e parlare.
Ieri, subito dopo
la resa di Alice, sono andate tutte insieme a fare shopping per questa serata e
l’hanno convinta a prendere un microabito attillato bordeaux con uno scalda
cuore nero e un bellissimo paio di scarpe tacco 12.
Ora però, mentre
si sta preparando in attesa che passino a prenderla, non le va di vestirsi
così; non si sente per niente una femme
fatale, quanto piuttosto uno di quei trasandati rapper di strada americani.
Se potesse seguire il suo umore indosserebbe jeans larghi e felpa sdrucita ma è
sicura che, se lo facesse, le sue amiche la spoglierebbero con la forza.
Uff.
Così si è infilata
una via di mezzo: jeans attillato, top leggero e scarpe col tacco alto, un
cappotto rosso lungo fino al ginocchio a coprire il tutto.
Quando Angela e
Rosalie arrivano rimangono deluse di non vederla con il vestito nuovo e
insistono fino allo sfinimento per farla cambiare, ma questa volta Alice non
cede quindi, rassegnate, salgono tutte sull’auto di Rosalie. Seguono le
indicazioni del navigatore fino alla zona chic della città e poi fino alla casa
dei genitori di Emmet che, guardacaso, è una delle più belle del quartiere, molto
grande e lussuosa.
Alice e Angela seguono
Rosalie fino all’ingresso dove vengono accolte da un Emmet sorridente e, da
come la coppia si saluta, le due amiche capiscono chiaramente che la loro
conoscenza è piuttosto approfondita e non superficiale come Rosalie aveva fatto
loro intendere. Angela e Alice li superano senza attendere la fine della loro
reciproca laringoscopia ed entrano nel grande salone guardandosi attorno.
Quando i due piccioncini finalmente si staccano, il padrone di casa presenta
alle nuove ospiti alcuni ragazzi lì attorno. Non c’è nessuno degno di nota ed
Alice dimentica subito i loro nomi, già stanca di tutta quella confusione.
Verso le dieci,
annoiata a morte, Alice esce in terrazza dove fortunatamente trova un angolo
appartato, libero da ragazzi ubriachi o da coppiette, in cui sedersi a gustare
il freddo della notte e soprattutto un po’ di tranquillità.
Improvvisamente una
voce sconosciuta arrivata dal nulla la fa trasalire e quasi cadere dalla
poltroncina su cui era seduta.
«Non ti piace la
festa?»
Si guarda attorno
curiosa: la luce delle lampade posizionate in punti strategici è soffusa ma
sufficiente per guardarsi attorno ma lì vicino non vede nessuno.
Il proprietario
della voce fa una risatina, «Acqua,»
«Cosa? Che stai
dicendo? Dove sei?»
«Acqua, perché
stai guardando dalla parte sbagliata. Quando guarderai verso di me, ti dirò fuochino,»
Ma questo è pazzo, pensa Alice. «Ma chi sei? Dove sei?» Si alza in piedi e cammina per
guardarsi attorno.
«Eeh, mare, mare,
anzi, oceano! Dove vai?»
La voce le arriva
più lontana quindi torna indietro, verso la sua sedia, «La smetti di prendermi
in giro? Dove sei?» Questa situazione è
assurda.
«Dai sbrigati! Sta
arrivando gente e se non mi trovi prima che arrivino, non ti svelerò il mio
nascondiglio!»
Si sente una scema
a continuare a guardarsi attorno senza trovare nessuno e, anche concentrandosi,
non riesce proprio a capire la provenienza di quella voce. Però sente il
rumoreggiare di una coppia che si sta avvicinando.
«Vuoi un aiutino?»
«Sì!» in questo
festival della pazzia Alice non ha voglia di vedere gente ma, non sa perché, vuole
assolutamente trovare il proprietario della voce e soprattutto il suo
nascondiglio.
«Guarda le
stelle!»
Ha abbassato il
tono di voce perché la coppietta ormai è vicina. «Le stelle?! Ma sei ubriaco?»
«Diffidente!
Sbrigati!»
Alza lo sguardo al
cielo e lì, nel buio, scorge una fiammella che si muove ondeggiando a destra e
a sinistra.
Oddio, sto impazzendo! Guardando più attentamente però, vede che si
tratta della fiamma di un accendino e che illuminato dalla debole luce c’è un
volto, anche se dalla sua posizione non riesce a distinguerne i lineamenti.
«Vai verso destra,
dietro il cespuglio più alto c’è una scala, sali! E sbrigati!»
Ok, sono impazzita veramente. Che cavolo sto
facendo? Si chiede Alice.
Segue le
indicazioni, sposta il cespuglio e muove i piedi con cautela: trova uno
scalino, poi un altro e un altro ancora. Dopo qualche passo vede riapparire la
fiammella dell’accendino e ode un bisbiglio, «Sono qui, allunga la mano,»
obbedisce e una mano grande, calda e dalle lunghe dita affusolate l’afferra
guidandola su per la scala fino ad arrivare a un’altra terrazza, molto più
piccola e buia.
«Ben arrivata! Ce
ne hai messo per trovarmi!» Il misterioso ragazzo tiene ancora per mano Alice e
la guida verso la parte interna della terrazza dove ci sono anche un tavolino e
qualche sedia.
«Allora, non mi
hai ancora risposto: non ti piace la festa?» Continua a parlare a voce bassa
per via della coppietta che si è fermata proprio dove era seduta prima.
Alice, ancora un
po’ stupita della situazione, rimane a fissare la sagoma scura senza distinguerne
chiaramente il viso per via dell’oscurità.
«No, no, la festa
è bella, sono io che non sono nello stato d’animo adatto a stare in mezzo alla
confusione,»
«Come mai?» Chiede
lui sedendosi su una delle sedie.
«Oh, beh, è una
lunga storia.» bisbiglia Alice mentre gli siede accanto.
«Non ho impegni
per le prossime ore,» lo sente sorridere e sorride anche lei.
Inaspettatamente
si sente a suo agio con questo ragazzo ma non le va di raccontare i fatti suoi
a quello che è, a tutti gli effetti, un perfetto sconosciuto, così cambia
discorso. «E tu? Che ci fai quassù? La festa non ti piace?»
Percepisce il suo
sguardo addosso e nella voce riconosce ancora il sorriso, «Sì, la festa è
bella, tutte le feste di Emmet lo sono. Ma stasera non ho voglia del casino.
Quindi me ne starò quassù per un po’ e tornerò giù per mezzanotte.»
«Ti piace stare da
solo?»
«Sì, anche se ho
raramente l’occasione di farlo, tra gli amici, l’Università e il resto, così quando
posso mi prendo del tempo per me.»
«E non hai la
ragazza?»
«Non sono il tipo
da storie serie, quindi no, non ho una ragazza.» Il suo tono è divenuto più
serio e si muove sulla sedia lasciando sfuggire un sospiro.
«Come si chiama?»
chiede Alice, sorridendo.
«Eh?»
«Quella che ti
piace. Dai, dimmelo!»
«Impicciona!»
«Forza,» lo incalza,
«Non ho impegni per le prossime ore,» lo canzona.
E così lo
sconosciuto racconta ad Alice di una bellissima ragazza dai capelli color
cioccolato e gli occhi scuri che porta il dolcissimo nome di Isabella. Bella,
così si fa chiamare, è la sua migliore amica da sempre e, da sempre, lui ne è
follemente innamorato.
«E che aspetti a
dirglielo?»
Il suo tono si fa riflessivo.
«Tu non capisci. Non ho mai avuto una storia seria, non ho idea di come
funzionino i rapporti di coppia. Vedo solo le coppie dei nostri amici che dopo
qualche settimana o qualche mese si lasciano. E ho troppa paura di perderla per
provare.»
«Che idiozia! Una
coppia funziona se le due persone coinvolte si impegnano per farla funzionare.
Se tu ci tieni a lei non hai bisogno di sapere nulla, farai quello che va
fatto. Ti aiuterà lei se sbaglierai. Ma se continui così, tra qualche anno
arriverà qualcuno che te la porterà via e tu ti mangerai le mani perché non le
hai detto quello che provi.»
Rimangono in silenzio
per qualche minuto, «Però, sei una tosta, eh?»
Alice sospira,
«No, mi trovo dall’altra parte. Con qualcuno che non vuole, o non può,
provarci, quindi sulla questione sono un po’ suscettibile.»
Da qualche parte,
da dentro la casa, arrivano le note di una canzone d’amore che si sente appena
rispetto alla musica da discoteca.
«Balli?»
Si volta verso di
lui, non è sicura di aver capito bene, «Cosa?»
L’ombra si alza,
«Dai, adoro questa canzone. Sono stato costretto a vedere Titanic decine di
volte e ogni volta accettavo solo per ascoltare questa canzone. È tantissimo
che non la sento, non farmela sprecare.»
Allunga una mano
verso di lei ed Alice l’afferra. Una volta in piedi le stringe i fianchi con
dolcezza mentre lei gli mette le braccia al collo e ondeggiano in silenzio
sulla melodia della debole musica.
Tutto questo è folle, sembra di essere in un
episodio de “Ai Confini della Realtà,” pensa Alice.
La sola luce della
luna è troppo poca per vedere il viso del suo misterioso accompagnatore ma riesce
a distinguere il naso dritto e importante, la curva della mandibola, la fronte
alta e spaziosa e i capelli spettinati come se si fosse appena alzato dal
letto. È sicuramente un bel ragazzo e abbracciandolo si rende conto che è
davvero alto, almeno un metro e novanta, con un fisico asciutto e muscoloso. Distrattamente
gli accarezza il collo e i capelli sulla nuca, trovandoli morbidi e
provocandogli una leggera pelle d’oca. Per un momento si chiede dove sia Jasper,
ma cerca di scacciare quel pensiero perché in questo momento sta bene, così
bene come non stava da settimane e non vuole rattristirsi. Si trova
perfettamente a suo agio con questo ragazzo, di cui si rendo conto di non conoscere
neanche il nome.
Dopo “My Heart
Will Go On” di Céline Dion si susseguono altre canzoni, tutte d’amore e
colonne sonore di film famosissimi. Nessuno dei due accenna a smettere, anzi, a
ogni canzone i loro corpi si avvicinano sempre più.
«Come hai trovato
questo posto così nascosto?»
Lui scoppia a
ridere, piano, per non farsi sentire dalla coppietta che sta ancora limonando qualche
metro sotto di loro. «Non credo che dovrei dirtelo,» sussurra facendole fare
una giravolta.
«Certo che devi
dirmelo. Non ci sono scuse.»
«Ah, beh, allora…»
fa un sorriso divertito. «Mi sono fatto la matrigna di Emmet.»
Alice rimane un
attimo in silenzio a ripensare alle sue parole. Non può aver detto quello che
crede di aver sentito. «Ti sei fatto… sua
madre?!» Si lascia sfuggire con tono troppo alto, tanto che lui le copre
velocemente la bocca con la mano, «Sssh! Sei pazza? Vuoi che ci scoprano?
Comunque ho detto la sua matrigna,
non sua madre: ci sono una trentina
d’anni, e di chili, di differenza.» risponde divertito.
«Oh, Dio! E come…
cosa…» tentenna, non sa cosa chiedergli, è tutto troppo pazzesco.
«Vuoi sapere com’è
andata?»
«Sì, ti prego! È
meglio di Beautiful!»
Lui fa un’altra
risatina. «Un pomeriggio della scorsa estate io e Emmet stavamo prendendo il
sole in piscina. Dopo un po’ è arrivata lei e Emmet è andato a prendere quella
che all’epoca era la sua ragazza, sarebbe stato via un’oretta e mi ha detto che
se volevo potevo aspettarlo. Quando abbiamo sentito l’auto che se ne andava,
lei mi ha chiesto se mi avrebbe dato fastidio se avesse preso il sole nuda e io
le ho risposto che era casa sua e poteva fare quello che voleva. Dopo qualche
minuto si è tuffata e mi ha schizzato con l’acqua dicendo di raggiungerla in
acqua e quando l’ho fatto mi è praticamente saltata addosso.»
«Stai scherzando?
E poi?»
Lui ride ancora,
«E poi niente: è uscita dall’acqua, mi ha detto di seguirla e mi ha portato
qua.»
«E avete…?»
«Mmh-mmh!» mugugna
annuendo serio, «su quella sdraio lì.» indica con un cenno del capo una sdraio
mezzo nascosta sotto le fronde di un cespuglio.
«Non ti credo.»
non è vero: gli crede, eccome se gli crede.
Anche se non lo
vede in viso è convinta che sia davvero molto carino, inoltre ha un modo di
fare molto sicuro e a tratti sfacciato ed è sicura che sia il tipo di ragazzo
che fa strage di cuore tra le ragazze e le donne di qualsiasi età.
«Non sei obbligata.
Sei tu che me l’hai chiesto,» Il suo tono non è offeso, non gli interessa che lei
gli creda o no. Altro segno che senz’altro ha detto la verità.
Ballano in
silenzio un’altra canzone poi, senza alcun preavviso, lui avvicina il viso e appoggia
le labbra a quelle di lei, le accarezza piano, schiude la bocca e mentre con la
lingua cerca la sua, sposta la mano sul suo collo delicato e poi più su, con il
pollice le accarezza la guancia e con le altre dita la nuca. Un piercing alla
lingua la coglie di sorpresa: una piacevole scoperta, intrigante ed eccitante. Una
strana sensazione le fa capolino nello stomaco, come delle bolle di sapone che volano
e scoppiano l’una dopo l’altra. Si sente a suo agio, dolcemente emozionata, impaziente,
assetata di lui, del suo respiro fresco, del suo profumo che le evoca piacevoli
sensazioni. Si alza in punta di piedi per arrivare meglio alle sue labbra
morbide e calde e gli accarezza i capelli setosi. Dopo qualche minuto si stacca
e la prende per mano, «vieni,» bisbiglia, dirigendosi verso uno sdraio sul
fondo della terrazza.
Alice, colta alla
sprovvista, tentenna «Io non…»
«Sshh, voglio solo
baciarti ancora,»
Sente che può
fidarsi di lui e lo segue, si siede su una sdraio e lui in quella accanto,
riprende a baciarla spingendola dolcemente giù e sdraiandosi sopra di lei,
sollevato su un gomito per non pesarle addosso. Mentre si baciano, Alice sente
la sua mano calda infilarsi sotto al top e accarezzarle il fianco ma non si
spinge oltre.
Continuano a
baciarsi finché esplode alto nel cielo il primo fuoco d’artificio che li fa
sobbalzare, segno che la mezzanotte è arrivata, e con essa il nuovo anno.
Alice dovrebbe tornare
da Angela e Rosalie: saranno preoccupate e la staranno cercando ma la compagnia
di quel ragazzo è così piacevole che non vuole proprio andare. I suoi baci sono
davvero deliziosi e in questo momento non le interessa nient’altro, nessun
altro. Inevitabilmente però questo pensiero fa correre nuovamente la sua mente a
Jasper: si chiede con chi sia e cosa stia facendo, se la starà pensando. E poi,
dovrebbe sentirsi in colpa di baciare un altro? E che le piaccia così tanto
farlo?
Un bisbiglio roco
la riporta alla realtà, «Dove sei?» sente la sua bocca che si sposta sul collo,
«Torna da me», la sua mano le stringe forte una natica fasciata nei jeans e la
sua bocca è di nuovo su quella di lei.
Lo spettacolo
pirotecnico di benvenuto al nuovo anno è ormai finito, loro l’hanno perso senza
alcun rimpianto e non smettono di baciarsi finché una vibrazione sul fianco di Alice
la distrae, con un cenno allontana il ragazzo scusandosi mentre lui rimane a
guardarla in attesa. La chiamata è di Angela e vede l’icona dei messaggi che
lampeggia: non importa, non ha voglia di rispondere. Interrompe la chiamata e
le mande un sms: lasciami stare, voglio
stare sola.
In quel momento
anche lo smartphone del ragazzo al suo fianco vibra, anche lui interrompe la
chiamata e manda un sms.
Alla luce dei cellulari
si guardano finalmente in viso: lui è molto più che carino: è veramente uno
schianto! Ha i capelli castano chiari, dorati, i lineamenti del viso dolci, la
mandibola è pronunciata e ben delineata, il naso dritto, le labbra sensuali. Si
guardano mangiandosi con gli occhi per qualche istante, poi simultaneamente ci
avviciniamo ancora e le loro labbra sono di nuovo le une sulle altre, con più
passione, più trasporto.
All’improvviso da
lontano sente le amiche che la cercano urlando il suo nome, ma non le
interessa, non vuole interrompere questo momento, vuole rimanere tra quelle
braccia, a baciare quel ragazzo e a sentire le sue mani sul corpo.
«Aliiiice!» Rosalie
continua a chiamarla ed è proprio lì sotto, lui si stacca di colpo, col dito le
indica il petto alzando un sopracciglio e lei annuisce: sì, è proprio lei la
misteriosa ragazza che stanno cercando. Gli appoggia un dito sulle labbra per
intimargli di rimanere in silenzio. Lui apre la bocca, non emette alcun suono ma
con la lingua gioca con il suo indice, lo succhia e lo lecca. Le sfugge un
gemito e lui, mormorando «zitta!» riprende a baciarla.
«Rose, l’avete
trovata?» Questa è la voce di Emmet e il biondino si stacca rimanendo in
ascolto.
«No. Mi ha mandato
un sms che vuole stare sola ma sono preoccupata, era abbastanza giù di morale
quando siamo arrivate. Lo è sempre ultimamente.»
«Ehi, che fate?» Alice
non riconosce questa nuova voce ma lui sicuramente sì, porta l’indice alla
bocca per indicarle di non fare rumore e rimangono in ascolto.
«Ciao Bella, non
troviamo Alice, l’amica di Rose e Angela. Tu l’hai vista?»
«È la tua Bella?»
gli sussurra e lui annuisce.
«Qualche ora fa
l’ho vista dirigersi da questa parte ma eravate appena arrivate. Emmet, hai
visto Edward?»
«No, perché? È
sparito anche lui?»
Non si sente
nessuna risposta e questa volta è Alice ad indicare il petto del ragazzo che ha
di fronte e guardarlo in attesa, lui annuisce e poi con un sorriso le porge la
mano destra. Alice la stringe sorridendo a sua volta: finalmente si presentano
ufficialmente.
Emmet scoppia a
ridere. «Mistero risolto, evidentemente si sono conosciuti e ora stanno
scopando allegramente alla faccia vostra!»
Alice si sente avvampare
mentre il ragazzo fa un sorriso sghembo, sfrontato e malizioso.
Interviene Angela,
«Alice non lo farebbe mai, non è il tipo,»
La risata improvvisa
e divertita di Emmet arriva forte fino a loro, «Tu non conosci Edward, lui se
le scopa tutte.» Poi il suo tono diventa sorpreso, quasi allarmato, «Ehi! Bella!»
«Che le è preso?»
chiede Rosalie.
«Indovina?»
risponde sarcastica Angela, «è innamorata di Edward, no?»
Edward di colpo si
fa serio, sul viso la stessa espressione che avrebbe se avesse ricevuto uno
schiaffo.
«Lo sapevi?» gli
sussurra Alice.
Lui scuote la
testa mentre sentono le voci dei loro amici allontanarsi.
«Allora è fatta,
no? Tu sei innamorato di lei e lei di te. Che aspetti? Vai a dirglielo!»
Edward scuote
nuovamente la testa, «è complicato. Non-»
«Non è complicato!
Siete voi ragazzi ad essere complicati! Anzi, idioti! Che è ben diverso! Se due
persone si amano e si vogliono, non gliene frega se è complicato, stanno
insieme e basta. Sfidano tutto e tutti, corrono il rischio pur di stare con la
persona che amano!» Alice si rende conto di aver alzato la voce, non ha urlato
ma se ci fosse ancora qualcuno lì sotto l’avrebbe sentita.
Ora è lui ad
alzare la voce, «Tu non sai niente! Niente! Se ci provassimo e andasse male la
perderei! E io non voglio perderla! Non posso perderla! La amo troppo!»
«Sei un idiota! E
se andasse bene? Se foste anime gemelle destinate a stare insieme per tutta la
vita?»
Edward apre la
bocca per dire qualcosa ma all’improvviso sembra senza parole, così Alice ne
approfitta e continua, «Come potrai scoprirlo se non rischi? Ti accontenti
delle briciole secche piuttosto che del panino? Ti scopi chiunque perché non
puoi avere lei? Sei ridicolo!»
Alice si alza e si
incammina per raggiungere la scala e andare via da lui ma si rende conto che
sta piangendo e che non vuole vedere nessuno, così si siede sulla stessa
poltroncina su cui si era seduta appena salita, continuando a piangere.
Dopo qualche
minuto si avvicina Edward e allunga una mano verso di lei che l’afferra e si
alza, lasciandosi stringere in un abbraccio. Piange tra le sue braccia come una
bambina appoggiandogli il viso sul petto ampio e muscoloso.
Quando, dopo alcuni
minuti, riesce a calmarsi, Edward la guida verso la loro sdraio in fondo alla
terrazza, si accomoda e le fa segno di mettersi accanto a lui. Alice esegue, si
accoccola appoggiandogli il viso sul petto e lasciandosi cingere la schiena con
un braccio.
«Dai, raccontami.»
«Cosa? Perché sono
un’idiota?»
Lui fa una
risatina e parla con un tono divertito, «No, perché mi hai quasi sbranato
quando ho detto… beh, lo sai… Scusa ma non voglio rischiare, questa volta sei
troppo vicina alla mia gola.»
«Scemo!»
«Dai! Pensa che
idioti che siamo! Son tutti convinti che stiamo scopando come conigli e invece
siamo qua a parlare dei nostri cuori infranti.»
Ride anche lei poi
si lascia andare raccontandogli di come Jasper le abbia spezzato il cuore
lasciandola dopo due anni senza alcuna spiegazione se non “è complicato”. «Non
faceva prima a dirmi che non è innamorato di me?»
«Uhm. Secondo te
noi maschi siamo degli idioti, giusto?»
«Certo!»
«Eh, grazie.»
«Prego!» risponde
Alice scoppiando a ridere.
«Scema! Comunque,
facciamo i seri. Io non lo so perché per lui sia complicato, non so neanche se
sia vero o se sia una scusa. Però, a volte, finiamo in cose più grandi di noi,
che non possiamo comandare, in cui non possiamo decidere nulla e siamo solo
delle pedine.» Mentre parla, con una mano le accarezza la schiena e con l’altra
gioca con le sue dita: le accarezza, le tira lievemente, disegna piccoli cerchi
sul dorso della mano, «Che ne so, magari ha i genitori anziani e malati e deve prendersi
cura di loro, oppure è padre… che cazzo ne so, magari è uno zombie e solo
mangiando un cervello umano può avere l’aspetto di una persona normale, ma solo
per qualche ora,»
Alice scoppia ancora
a ridere per il suo tentativo di sollevarle il morale e lui sogghigna, «Che
hai? Sono serio!»
«Sì, come no. E
tu? Sei anche tu un idiota? Sei uno di quelli che illude le ragazze per
portarsele a letto?»
«No, non l’ho mai
fatto. Madre natura è stata generosa con me e mi hanno detto che passare il
tempo in mia compagnia sia… molto piacevole, quindi non devo far fatica a
trovare una ragazza con cui passare il tempo.»
«E la tua Bella?
Tra di voi non c’è mai stato nulla?»
Edward sospira
tornando indietro con la mente, «Solo un bacio da ragazzini. Il ragazzo che le
piaceva l’aveva baciata ma a lei non era piaciuto,» fa una pausa sghignazzando,
«diceva che aveva la lingua ruvida e un sacco di saliva e le era sembrato di limonare
con un rospo!» continua a ridacchiare, «Il giorno dopo mi aveva chiesto se
baciare fosse davvero così brutto e io non ho resistito e l’ho baciata. Fu
splendido, il miglior primo bacio della mia vita e, a giudicare dal suo
sguardo, anche a lei era piaciuto un sacco.»
«E allora perché
non…?»
«Perché eravamo
amici, io avevo paura di rovinare tutto e lei non so, forse la pensava come me.
O non le piacevo in quel senso,»
«Non può esistere
una donna a cui tu non piaccia in quel
senso, fidati!»
Ridono insieme poi
rimangono in silenzio assorti nei propri ricordi.
Sono ormai le due
del mattino quando si decidono a scendere dalla terrazza e fare ritorno alla
festa. Ritornano insieme, non avrebbe senso riapparire a pochi minuti l’uno
dall’altra perché i loro amici sono certi che siano stati insieme per tutto il
tempo.
Quando rientrano
non c’è traccia di Bella ed Emmett li accoglie con sorrisini e battutine. Alice
si dirige al bagno seguita a pochi metri da Angela.
Una volta
nell’antibagno si rinfresca il viso mentre l’amica la tempesta di domande,
«Alice, che ti è preso? Come hai potuto andare a letto con uno che neanche
conosci? Questo non è da te! È ancora per Jasper, vero?»
Lei rimane un po’
delusa dal pensiero dell’amica: non è mai stata una ragazza che fa sesso con
leggerezza, perché avrebbe dovuto iniziare ora?
In quel momento si
apre la porta che dà al bagno vero e proprio e ne esce una ragazza che Alice
non ha mai visto e che si rivolge ad Angela, «Allora, vedo che l’avete trovata
la misteriosa Alice, sono contenta che stia bene,»
«Oh, Bella. Sì,
fortunatamente è tornata sana e salva,» Angela ha uno sguardo dispiaciuto e
colpevole, perché è a conoscenza dei sentimenti di Bella per Edward ed è
convinta che l’amica sia stata a letto con lui.
Bella lancia uno
sguardo ad Alice che non riesce a decifrare la moltitudine di sentimenti che
legge nei suoi occhi, poi senza dire una parola esce dal bagno lasciandole sole.
Sono le quattro
del mattino. Da quando è andata in bagno con Angela non ha più visto Edward e
lo scorge ora, seminascosto in un angolo buio: la schiena appoggiata alla
parete, braccia conserte, gambe incrociate alle caviglie. L’espressione seria,
quasi rabbiosa mentre fissa un punto al centro del grande salone adibito a
pista da ballo. Alice segue il suo sguardo imbattendosi in Bella che balla un
lento abbracciata a un ragazzone alto e muscoloso con la pelle ambrata e corti
capelli neri. La guancia appoggiata al suo petto, gli occhi sembrano lucidi,
l’espressione triste.
Il suo sguardo
torna a Edward: un muscolo della mascella che tremola, il pomo d’Adamo che sale
e scende in maniera nervosa. All’improvviso fa uno scatto in avanti e
attraversa a lunghe falcate la sala da ballo, le mani strette a pugno, lo
sguardo fisso al suo obiettivo. Alice trattiene il respiro e lo ammira mentre avanza
con passo elegante e felino, con una nuova sicurezza e una nuova consapevolezza
nello sguardo fiero.
Finalmente Edward
è arrivato alle spalle della coppia, batte due colpetti veloci sulla spalla del
ragazzo e, quando questi si volta, lo ignora e allunga una mano verso Bella
mormorando «Permetti?»
Lei sembra accorgersi
di lui solo in quel momento e non degna il suo compagno di un ulteriore
sguardo: non ha occhi che per Edward. Rimane a fissarlo sorpresa, poi allunga
la mano verso la sua ancora sospesa a mezz’aria e l’afferra. In quel momento
Edward fa un passo avanti, le infila la mano libera tra i capelli sulla nuca e
guardandola negli occhi la bacia.
Il cuore di Alice
si ferma dalla sorpresa e dall’emozione: si rende conto che guardandoli tutto
scompare: il salone, la gente, il rumore; l’amore che traspare dai due ragazzi
è così grande e puro che basta da solo a offuscare tutto quanto. Si augura con
tutto il cuore che quello a cui sta assistendo sia solo l’inizio di una
fantastica storia d’amore e si ritrova a scacciare un piccolo guizzo di
invidia.
In quel momento Bella
getta le braccia al collo di Edward e risponde al suo bacio con passione
appoggiandosi a lui. È evidente la confidenza tra i due: i loro corpi si cercano,
le mani si intrecciano, gli occhi si aprono simultaneamente e i loro sguardi si
perdono l’uno nell’altro mentre il loro bacio continua.
Edward, con lo
sguardo che brilla intenso ed emozionato, bisbiglia qualcosa a fior di labbra a
Bella, lei annuisce con un enorme sorriso e lo segue mentre lui si avvia verso
la porta.
Alice continua a
fissarli felice per lo sviluppo imprevisto.
Quando la coppia
le sta passando davanti, a qualche passo di distanza, Edward si volta e la vede,
le si avvicina e la bacia su una guancia, «Grazie,» sussurra, «è tutto merito
tuo.»
Lei scuote la
testa, gli occhi lucidi e un sorriso appena accennato,
«Mi raccomando, fai il bravo,» si guardano ancora per alcuni istanti, poi riprendono
la strada per andarsene per conto proprio e iniziare la loro nuova vita a due.
Nel momento in cui
Edward e Bella varcano la soglia mano nella mano, Alice ha un sogno ad occhi
aperti: vede Jasper che ritorna da lei, felice e innamorato. Non sa come, ma sa che succederà davvero, molto presto e
che questa volta sarà per sempre.
Fine
*************************

Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaStupita è dir poco. Devo vedere l'elenco delle autrici che hanno partecipato al contest, perchè ho un'idea di chi tu possa essere, ma potrei sbagliarmi. Durante i contest abbiamo sempre avuto splendide sorprese. E una di queste è sicuramente questa storia. La narrazione in terza persona è delicata e ci mostra una storia d'amore "classica" ma resa originale proprio dalla diversa narrazione. Devo dire un'ottima idea. Alice è uno dei miei personaggi preferiti della Saga e in questa storia è un po' come se avessi reso Alice molto Alice di Twilight. Quella che fa di tutto per proteggere la coppia Edward/Bella. Il cupido della situazione.
RispondiEliminaBen scritta, scorrevole e piacevolissima.
Bravissima.
Aly
Ma mi è piaciuta moltissimo!!! Cioè, lui è innamoratissimo di Abbella ma pomicia con "una" come se non ci fosse un domani... mi sembra giusto! Vedo un futuro roseo! hahahaahahahaah, no dai scherzi a parte, mi è piaciuto tutto di questa storia: il passo, la narrazione da un terzo punto di vista e in terza persona - bell'idea - la situazione, il contesto, insomma tutto. E' molto carina!
RispondiEliminaBrava!
-Sparv-
ahahahahahah! Oddio che bravo che è questo Edward qui!!!
EliminaMolto, molto carina la tua storia.
RispondiEliminaMi è piaciuto il modo "esterno" di narrare. La cosa che mi è piaciuta di più però è che a prima vista sembra il racconto della storia di Alice invece, oltre alla sua, qui si parla dell'amore di Edward e Bella. Lui che cerca di farsi una ragione dell'impossibilità di stare con la sua amica per la paura di perderla, lei innamoratissima che lo vede "smollarlo" a chiunque tranne che a lei e alla fine il coronamento dell'amore vero.
Non capisco perchè manca l'ultima frase ma siccome l'ho letta commento anche quella dicendoti che mi è piaciuto molto il fatto che Alice abbia voluto rasserenare Bella asserendo di non aver fatto niente con Edward.
Complimenti.
Mi è piaciuta molto questa storia. È leggera nonostante i due protagonisti soffrano pena d'amore ...e il loro modo di consolarsi è frizzante e giovane e non melodrammatico.
RispondiEliminaHai reso bene l'ambiente e la scenografia e mi è piaciuta la fine, romantica ma il giusto.
Brava!
Questa è una vera rivelazione: carina, scorrevole, per niente scontata. Scritta molto bene.
RispondiEliminaComplimenti sei stata davvero molto molto brava!
Ila Cullen
Questa storia mi è piaciuta tantissimo. Originale la terza persona al presente e incredibile che non mi abbia annoiata o disturbata (di solito non amo la terza persona al presente e invece qui ci sta da dio). Bella e originale l'idea della coppia di cuori infranti, lei romantica, lui leggero e conquistatore che non si ferma nemmeno davanti alla milfona di turno, ma che poi si scopre essere un fifone di primissima categoria quando si arriva ai sentimenti. Insomma mi ha intrigata e interessata con una storia leggera, frizzante, sensuale e, a suo modo, romantica. Brava (certo che la povera Alice dopo quel caldo making out con Edward... dover tornare a Jasper... ahahahahahaha!!!)
RispondiEliminama che bellaaaaaaaaaaaaaa
RispondiEliminaall'inizio mi sono un pò preoccupata, tu capisci... Edward e Alice?... e invece è stata una piacevole sorpresa.
molto tenera, scorrevole, spiritosa e inevitabilmente romantica.
Complimenti e grazie
JB
Molto molto molto carina. Mi è piaciuto tutto. La delicatezza nel descrivere la situazione, la leggerezza di Edward infarcita di paura di esporsi e mettersi in gioco seriamente, questa Alice delusa dall'amore che si lascia trasportare da un uomo misterioso... e poi... spiazzata dal fatto che Edward è comunque di Bella, sempre... perché anche io credevo di leggere di un nuovo amore per entrambi.
RispondiEliminaBen scritta e scorrevole nell'utilizzo della terza persona al presente. Bravissima davvero.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaA TE VA 1 PUNTO!
RispondiEliminaFaccio questa premessa a tutte:
RispondiEliminaEccomi qua a votare.
Ho pensato molto a lungo alla rosa delle 5 che devo scegliere. Ho letto subito tutte le storie non appena pubblicate, ma ho voluto riflettere e far "cucinare" le mie impressioni, per vedere cosa mi restava dentro, cosa mi ha impressionato di più. Devo dire che non solo 5 le storie che mi hanno impressionato, sia in bene che in male, ma riguardo alle preferite ne ho un paio che ho adorato, altre che mi sono piaciute molto e altre meno per vari motivi, e mi dispiace moltissimo non avere più voti a disposizione, ma questa volta va così.
Le storie che ho amato di più sono quelle che ho apprezzato per idea, linguaggio ed esposizione insieme: ci sono state idee molto carine e modi di presentazione originali e coinvolgenti nella lettura, e ho scelto seguendo ciò che più si confà a me: il "piglio", ciò che mi aggancia sul serio in una storia. Scelgo sempre in questo modo, essendo onesta con me stessa e con chi leggo.
Questa è una delle 5 storie che mi hanno ronzato nella testa finora. Non ti avrei mai votata per la trama, perchè, come sanno tutti, anche solo l'idea lontanissima del "tradimento" mi lacera hahaahahahahaha! Ovviamente per me E' tradimento, dato che lui è innamoratissimo di Bella, ma pomicia come se non ci fosse un domani con Alice, altra tizia che pur essendo disperatamente innamorata, non resiste a Edward. E proprio qui sta il punto: Non può resistergli! E' Edward cazzo! hahahaahahahahah! Ti dico invece perchè sei nella mia rosa dei 5 vincitori: hai trattato molto bene la storia, l'hai scritta bene e hai rivelato quanto basta miscelando con parità azioni e sentimenti. E la voto perchè la scena del "pomicio" lo trovata sexy da morire! Guarda che io sono difficilissima con le scene sexy, mi piace pochissima roba e detesto tutto quello che scrivo io di sessuale, quindi hurrà per te! Mi è piaciuta! Sei brava e stai facendo passi da gigante.
1 PUNTO
-Sparv-
Sono d'accordo. Questa anche per me è una storia che rimane nella testa...
RispondiEliminaa te i miei 2 punti.
wow sono davvero sotto shock e non per Alice e Edward che pomiciano alla grande(mi ha lasciato uno strano sapore) ma per Edward che ama My heart will go on!!!!aahahaha
RispondiEliminaParlando seriamente, leggera e romantica, anche se non amo molto la terza persona ti sei fatta seguire con voglia! Brava!
Georgia
Carina, non si può dire che Edward sia davvero innamorato di Bella e che Alice rimpianga alla follia il suo Jasper, ma si sono divertiti quindi va bene, del resto se non ci si diverte l'ultima notte dell'anno, quando lo si fa?
RispondiEliminaMi è piaciuta molto questa storia "insolita" dove vediamo... ehm, interagire?! Due personaggi che di solito non hanno questo rapporto nelle fanfiction (e nemmeno in Twilight). Ho trovato questo Edward tanto simile caratterialmente a molti uomini che conosco: "leggero" con qualunque donna gli capiti a tiro ma spaventato dai sentimenti verso quella che gli interessa, e ciò ha reso la storia più reale, Brava!!!
RispondiEliminaAleuname
Molto brava bello scrivere, complimenti perché io sono negata per scrivere in terza persona. emozioni pure in questa storia.
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